Cletus Kasady (Woody Harrelson), spietato serial killer in procinto di essere giustiziato, non vuole collaborare con la polizia nemmeno in punto di morte, a meno che a parlare con lui non sia Eddie Brock (Tom Hardy). Durante un litigio tra i due, tuttavia, Kasady morde Brock, assorbendo un piccolo frammento di Venom. Questo crescerà velocemente all’interno del suo organismo dando vita al sanguinario Carnage.

Nazione: Stati Uniti
Anno: 2021
Genere: Azione, supereroi
Regista: Andy Serkis
Durata: 97 min
Attori: Tom Hardy, Woody Harrelson, Michelle Williams, Naomie Harris, Stephen Graham

Dici Venom – La furia di Carnage e pensi: la resa definitiva della Sony nei confronti della Disney. Troppo pessimisti? Forse, ma per capirlo basterà aspettare l’arrivo nelle sale di Spider-Man – No Way Home oppure, un paio di mesi dopo, di Morbius, il cui trailer non pare lasciare molti dubbi su quale direzione prenderà il Sony’s Spider-Man Universe nell’immediato futuro. A ogni modo, pur mettendo da parte le nostre speculazioni e sorvolando sull’esplicita scena extra nei titoli di coda, che farà sobbalzare sulla poltrona più di un appassionato (sempre che esista ancora qualcuno che non ne abbia già sentito parlare), è innegabile che il film di Andy Serkis dia proprio l’impressione di rappresentare una sorta di chiusura del cerchio. Infatti, dopo i non troppo esaltanti risultati ottenuti con i due lungometraggi dedicati a Spider-Man diretti da Marc Webb, sembrava che i vertici della Sony Pictures avessero cercato di legarsi in maniera sempre più stretta con il Marvel Cinematic Universe, soprattutto dopo aver lasciato nelle mani della Disney il loro “asset” più importante. A complicare il tutto, però, ci si è messo l’iniziale rifiuto da parte di Kevin Feige di far incontrare i due universi cinematografici. Un atteggiamento che nascondeva, forse, il timore di creare qualche ostacolo al compimento dell’Infinity Saga, il cui successo rischiava di essere parzialmente oscurato dall’eccessiva esposizione di un personaggio molto popolare come l’Arrampicamuri. Tuttavia, l’avvento della Fase 4 del MCU, che, tra le altre cose, ha comportato lo sdoganamento del Multiverso, pare aver cambiato ancora una volta i piani di Feige, dando inizio a quella collaborazione tanto desiderata dalla Sony. Sorprendentemente, però, a patire le conseguenze di questa rinata armonia tra le due major è proprio questo secondo capitolo dedicato a Venom, che, messo velocemente in cantiere dopo l’inaspettato successo del primo film, si è altrettanto rapidamente trasformato in un lungometraggio di transizione, per far sì che i vari personaggi potessero essere presto ripresi da una prospettiva più vantaggiosa. Il risultato è una pellicola un po’ schizofrenica, che alterna momenti abbastanza riusciti con altri di una banalità sconcertante, con in più la sensazione – almeno a vedere le tante idee appena abbozzate, portate sullo schermo senza la minima preoccupazione di farle convivere in maniera coerente – di un lavoro di editing eseguito troppo frettolosamente. E così, anche un’intuizione brillante come la rimodulazione del film ad autentico buddy movie (che ha valorizzato una delle poche cose buone del primo capitolo) si perde in una trama sbrigativa e senza spessore, oltreché incapace di mettere in risalto personaggi di contorno, meritevoli di ben altra caratterizzazione. Per di più, proprio il seguire fedelmente l’impianto di un buddy movie, ha determinato un incremento consistente dell’aspetto “comedy” e la quasi totale scomparsa delle venature dark – se non addirittura horror – che un personaggio come Venom dovrebbe (almeno in teoria) portarsi dietro. Non che questo sia necessariamente un male. Le riletture in chiave alternativa rispetto all’originale cartaceo sono frequenti anche nel MCU. Ciò nonostante, quando si compie un’operazione di questo tipo bisognerebbe almeno evitare di tirare in ballo character ben definiti e, soprattutto, scarsamente adattabili a un’atmosfera più scanzonata. Esattamente quello che, invece, è successo con Carnage, che nei fumetti è un villain inquietante, feroce e perverso, “qualità” che nella pellicola si intravedono appena, a favore di un piatto sfoggio di CGI, utile solo a evidenziare la mostruosità esteriore del personaggio. A peggiorare le cose, ci si è messo pure Woody Harrelson, che di rado abbiamo visto così svogliato: l’attore texano si esibisce in una performance tanto scialba da non riuscire a infondere in Cletus Kasady (l’ospite umano di Carnage) nemmeno quel briciolo di personalità sufficiente a rendere l’alter-ego del simbionte rosso distinguibile da tutti quei cattivoni senz’anima, buoni soltanto come sparring partner dell’eroe protagonista. Di questo non possiamo certo incolpare il povero Serkis, che fa del suo meglio per rendere il film accettabile, non solo girando con perizia le scene d’azione e provando a non abbassare mai il ritmo, ma anche lasciando largo spazio ai battibecchi tra un divertito Tom Hardy (che ha persino collaborato alla stesura del soggetto) e il suo compagno alieno. Al contrario, non possiamo dire lo stesso della sceneggiatura di Kelly Marcel, che dopo gli sconquassi del primo capitolo, ha pensato bene di riscattarsi attraverso discutibili ammiccamenti ai fan del fumetto, usando a sproposito il personaggio di Shriek (con il risultato di creare una copia sbiadita del duo Joker/Harley Quinn) e suggerendo il telefonato arrivo di Toxin (in un passaggio che solo i marvelmaniaci duri e puri avranno compreso). Di costruire una trama articolata e capace di sorprendere lo spettatore, invece, nemmeno l’ombra.

A ogni modo, non sembra che questo abbia scoraggiato gli spettatori o compromesso gli incassi del film, sufficientemente buoni da farci temere per la qualità dei prossimi sequel e presagire un futuro pieno di incognite per Tom Holland, forse non così felice di fare l’homecoming all’inverso, a cui pare essere destinato.

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