Ovi Mahajan Jr. (Rudhraksh Jaiswal), figlio del più potente boss della droga indiano, viene rapito dal suo rivale del Bangladesh Amir Asif (Priyanshu Painyuli). Per liberare il ragazzo, viene assoldata una banda di mercenari, a cui presto si unisce Tyler Rake (Chris Hemsworth), l’unico disposto a rischiare la vita in una missione tanto pericolosa.

Nazione: Stati Uniti
Anno: 2020
Durata: 116 min
Genere: Azione
Regia: Sam Hargrave
Attori: Chris Hemsworth, Rudhraksh Jaiswal, Randeep Hooda, David Harbour

A volte, le strategie di marketing che stanno dietro alcune decisioni prese dalle case di produzione sono così indecifrabili, che noi comuni mortali spesso facciamo fatica a capirne il senso. È davvero possibile che in un mondo globalizzato come il nostro, il titolo di un film debba essere cambiato per venire incontro ai presunti gusti degli spettatori di paesi diversi? Ma, soprattutto, cosa aveva l’originale Extraction di così incomprensibile da arrivare a preferirgli, invece, Tyler Rake, il nome del protagonista? Pensavamo che Netflix fosse immune da scelte di questo tipo che, per decenni, hanno afflitto il cinema italiano, ma evidentemente non è così. A ogni modo, titolo a parte, non appena i primi trailer hanno cominciato a circolare sulla piattaforma, la pellicola dell’esordiente Sam Hargrave ha immediatamente catturato l’interesse del pubblico, anche in considerazione dei nomi coinvolti nell’operazione. Tra questi, i primi a balzare all’occhio sono quelli dei due produttori Anthony e Joe Russo, universalmente noti per aver diretto gli ultimi due capitoli degli Avengers, e poi, naturalmente, quello del lanciatissimo Chris Hemsworth, nei panni dello scatenato protagonista (il Tyler Rake di cui dicevamo all’inizio). Crediamo, inoltre, che pure l’ambientazione in location inusuali come India e Bangladesh, abbia rappresentato un ulteriore motivo di fascino. Infatti, per quanto per il colosso californiano una scelta di questo tipo costituisca solo un escamotage per rendere più accattivanti le proprie produzioni in nuovi, promettenti, mercati, per il pubblico occidentale essa può diventare un modo per visitare, anche se in maniera virtuale, paesi culturalmente molto lontani. Tra l’altro, l’immagine che viene data di Dacca, la capitale del Bangladesh, è proprio quella reale di metropoli fatiscente, caotica e affollatissima, in cui il traffico da incubo viene persino utilizzato in chiave semi-parodistica durante una scena di lotta, in cui due dei protagonisti, oltre che cercare di schivare i colpi che ognuno sta cercando di assestare all’altro, devono anche difendersi da tutti i veicoli che, imperterriti, continuano a circolare nella stradina che fa da scenario al loro scontro. Un bel passo in avanti rispetto all’immagine patinata e irrealistica che viene data di questi luoghi dalla cinematografia popolare locale. Ma, tornando a Hemsworth, bisogna dire che il recente interprete dell’Agente H di Men in Black: International riesce a imporsi, fin dai primi minuti, come l’elemento portante del film, soprattutto grazie alla sua prorompente fisicità. Una qualità che, a quanto pare, l’attore australiano sembra deciso a sfruttare fino in fondo, essendo, di tutti i protagonisti storici del Marvel Cinematic Universe, l’unico a non essersi ancora stancato di fare il super-eroe, tanto che, come sappiamo, presto tornerà a vestire i panni di Thor nel quarto film della serie. Di sicuro non poteva esserci uno migliore di lui per impersonare l’inarrestabile mercenario protagonista della vicenda. Hemsworth, oltretutto, è ormai un attore maturo, capace di passare dalla commedia al dramma, senza che questo determini ricadute negative sulla sua recitazione. Oltre a lui, nel film compare un cast quasi interamente costituito da noti attori e giovani promesse di Bollywood, come, per esempio, il co-protagonista Rudhraksh Jaiswal e Randeep Hooda (che presta il volto a Raju un ex militare delle forze speciali indiane), senza dimenticare la star iraniana Golshifteh Farahani (il capo dei mercenari Nik). Una strategia che, come è facile intuire, risponde ancora all’esigenza di Netflix di espandere il più possibile il proprio bacino di utenti. Unica eccezione è la breve apparizione di David Harbour, a cui viene assegnato il personaggio di Gaspar, un vecchio compagno d’armi di Tyler.

Per quanto riguarda la trama, pur se con un diverso scenario, alcuni hanno trovato delle similitudini con altri film, in particolare quelli di John Wick, ma, in realtà, Tyler Rake vive di luce propria. Tratta da Ciudad, una miniserie a fumetti del 2014, i cui testi erano proprio dei fratelli Russo (con la collaborazione di Ande Parks) la pellicola è, per usare un eufemismo, adrenalina pura: i momenti in cui cala la tensione sono davvero pochissimi, e il resto del film è un susseguirsi continuo di scontri a fuoco, combattimenti, inseguimenti, esplosioni e tutto ciò che costituisce l’armamentario tipico di una pellicola action. A essere penalizzato è, per forza di cose, l’approfondimento psicologico dei personaggi (praticamente relegato alla sola scena in cui Tyler ricorda alcuni momenti particolarmente tristi del suo passato), ma dubitiamo che un pubblico in cerca di forti emozioni possa lamentarsi di una simile mancanza. Anche perché, la bravura degli attori e l’abilità del regista compensano ampiamente gli eventuali difetti della sceneggiatura. E a proposito di Hargrave, la sua direzione è, probabilmente, l’aspetto più sorprendente del film. Infatti, prima di decidere di passare dietro la macchina da presa, il nostro Sam poteva vantare solo diversi anni da stuntman, e poi da stunt coordinator (tra le sue collaborazioni più importanti, vale la pena ricordare proprio quelle con i fratelli Russo in alcuni film dei Marvel Studios). Ma nella pellicola, questa sua esperienza pregressa si vede eccome: le spettacolari scene di lotta corpo a corpo e gli acrobatici inseguimenti tra le case e le strade di Dacca, sono, in assoluto, i passaggi action più belli del film. È probabile, però, che il contributo dei fratelli Russo non si sia limitato alla produzione (Joe, in verità, è anche l’autore della sceneggiatura), ma pure a qualche prezioso consiglio sulla regia. Comunque sia, la qualità di Tyler Rake è stata immediatamente riconosciuta dal pubblico di Netflix e, sebbene la pellicola sia stata rilasciata sulla piattaforma solo da pochi giorni, il successo è stato immediato, tanto che già si parla di un sequel, o meglio di un prequel dove verrebbe approfondito il legame tra Tyler e Gaspar. Sempre che l’ambigua scena finale non voglia, invece, suggerire qualcosa di diverso.

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