La Galassia corre un pericolo mortale: il Primo Ordine, comandato da Kylo Ren, dilaga sempre di più, la Resistenza è ridotta ai minimi termini ed il più letale nemico che già una volta aveva posto tutti sotto il proprio giogo ha fatto ritorno. L’ultima degli Jedi sarà l’ago della bilancia, nella conclusione di una storia che segnerà il destino di tutti.

Nazione: Stati Uniti
Anno: 2019
Durata: 142 min
Genere: Fantascienza, azione, fantastico
Regia: JJ Abrams

Attori: Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega

42 anni sono passati da “Una nuova speranza”, un film visionario, un kolossal americano che ha dato il via ad una delle saghe cinematografiche più amate di sempre, basti pensare che esiste un autentico Universo Espanso, dedicato alla creazione di George Lucas.

Quando Disney completò l’acquisto della Lucasfilm, la gioia dei fans nell’apprendere che una nuova trilogia sequel sarebbe approdata sul grande schermo era pari solo al terrore di assistere ad uno scempio, cosa che, tragicamente, per il modesto parere dell’autore di questa recensione, si è verificata nel peggiore dei modi. 

Dopo “Il risveglio della forza”, scialba copia di Episodio IV, JJ Abrams torna al timone per traghettare questa nuova trilogia verso l’epilogo, l’insuccesso dei primi due episodi pone molta pressione sul team creativo, i fans aspettano risposte, la partita si gioca sul successo di questo nono capitolo. Il primo annuncio butta già benzina sul fuoco, questa sarà la conclusione della saga degli Skywalker: alla luce di quanto introdotto ne “Gli Ultimi Jedi”, sembra una decisione in continuità volta a rinnovare la storia ed il franchise, proiettandolo verso nuovi orizzonti.

Tragicamente, dopo avere già realizzato un film immerso esclusivamente in strizzate d’occhio ai fan, momenti nostalgia e pochissima sostanza, JJ Abrams ripete l’errore, sconfessando tutto ciò che è stato visto negli ultimi due film, riporta la saga indietro di 15 anni e invia alle sale un prodotto mediocre, pieno di buchi di trama, privo di qualsivoglia innovazione, senza aggiungere nulla di interessante a quanto detto sino al momento de “Il ritorno dello Jedi”.

Il primo difetto del film è evidente sin dal momento del trailer, dove la novità più importante risiede nel ripescaggio di un villain amatissimo ma morto e sepolto. Tecnicamente, vaporizzato. 

Lo sviluppo del film non evolve comunque positivamente, la storia sembra avere poche idee, confuse e totalmente slegate. A dimostrazione dell’inconsistenza della sceneggiatura, i momenti di più alto impatto emotivo puntano esclusivamente sul fanservice spinto, richiamano sempre elementi iconici del passato, senza introdurre nulla di nuovo che possa essere ricordato dai fan in futuro, non esiste uno “Star Wars Moment” in questa trilogia, i tempi di “I’m your father” sembrano provenire da tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana.

Parte delle colpe risiede anche nel cast, mai veramente incisivo, mai davvero sulla breccia, e posto perennemente in ombra dai veterani, persino i footage di Carrie Fischer adattati in questo film superano le performance di alcuni degli interpreti, e nemmeno la crescita di Adam Driver, uno dei pochi che si salva, è riuscita a tenere la barca a galla, specie quando il suo personaggio finisce trappola di un cliché trito e ritrito. 

Gli effetti speciali Disney non deludono mai, ma non bastano a decretare un successo, possono venire considerati al massimo come un ottimo esercizio di stile, ed una aggravante al fatto che mezzi così potenti siano stati messi al servizio di una sceneggiatura così debole.

In definitiva, questo terzo film rappresenta perfettamente ciò che la nuova trilogia targata Disney ha significato, fare cassa sulla pelle dei fan. Privo di innovazione, ha puntato su cheap shot senza curarsi minimante di mantenere una coerenza. Davvero un grande peccato, perché qua e là si intravedeva davvero una nuova strada che fosse possibile percorrere, tutti questi anni di Skywalker, Jedi e Sith pesano su una serie che necessitava di un rinnovamento che non c’è stato, e non basta la politicissima risposta di Abrams, “mi piace lasciare ai fan la possibilità di rispondere alle domande aperte”, a coprire una coperta troppo, troppo corta.

VOTO FILMANTROPO:


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