Nazione: Stati Uniti
Anno: 2018
Durata: 110 min
Genere: Commedia, azione

Regia: Gary Ross
Attori: Sandra Bullock, Cate Blanchett, Anne Hathaway, Mindy Kaling, Sarah Paulson, Awkwafina, Rihanna, Helena Bonham Carter
Voto Filmantropo:

 

 

Debbie Ocean sorella di Danny, dopo aver trascorso cinque anni in carcere, tenta di portare a termine la rapina all’annuale Met Gala situato a New York. Per compiere il colpo del secolo, decide di riunire una squadra composta: da Lou (Cate Blanchett), Rose (Helena Bonham Carter), Palla Nove (Rihanna), Tammy (Sarah Paulson), Amita (Mindy Kaling) e Constance (Awkwafina). Per farlo però, hanno bisogno di Daphne Kluger (Anne Hathaway) una nota modella.

 

 

Torna, dopo le tre commedie firmata Soderbergh (uscite dal 2001 al 2007) e prodotte da Jerry Weintraub, la saga di Ocean’s. Cambio alla regia (timone nelle mani di Gary Ross) e cambio della squadra che passa dal maschile al femminile, in un film accompagnato da un vero cast d’eccezione. Sandra Bullock, Cate Blanchette e Anne Hathaway sono solo tre dei grandissimi nomi che il regista decide di far sfilare nella sua pellicola, a sono aggiunte delle comparse di primissimo livello. “Lui è appariscente, lei passa inosservata”: questa è la frase che Debbie Ocean (Sandra Bullock) dice alle colleghe nel momento dell’assemblaggio della squadra, che sta proprio a indicare del perché la squadra sia composta solo da figure femminili e perché ci sia più presenza di attrici che di attori all’interno della storia. Un’operazione che però, non ha il dono di lasciare il pubblico appagato e soddisfatto alla fine della visione, per le lacune presenti e per non aver mai fatto nulla di diverso o di azzardato, rispetto a quanto già visto. Un epilogo che lascia anche esterrefatto lo spettatore, nel momento in cui emerge nel finale, il vero motivo dell’operazione, che fa suscitare disappunto e scetticismo proprio nei confronti dello stesso. La “lezione” di realizzare malamente un sorta di reboot o rifacimento in chiave femminile (vedi ultimo Ghostbuster diretto da Paul Feig), non è servita al regista Gary Ross. La sfilata di attori, non subisce la rotazione sperata e riesce poco, se si pensa che alla fine è la Hathaway (da cavia a protagonista finale) ha rubare la scena a tutte le altre colleghe. In una realizzazione in cui Sandra Bullock da ipotetica leader non emerge, anche le altre comprimarie ne escono non vincenti. Se Cate Blanchett viene oscurata dalla leader del gruppo (Bullock appunto) e se la presenza di Rihanna è praticamente sprecata, la Bonham Carter riveste sempre il solito ruolo di egocentrismo già visto nelle ultime apparizioni, che non giova a nulla e a nessuno. A un cast stellare, come da tradizione, si susseguono una serie di comparse come Heidi Klum e Kim Kardashian, che sfilano in maniera pressoché inutile, in un prodotto che sembra più un gala di grandi stelle, che una perfetta narrazione in linea con il calibro di attori proposti, che avrebbe davvero meritato un maggior peso. Un grosso dispiacere, se si pensa cosa offrisse inizialmente la pellicola e, a cosa la storia per metà del lungometraggio, hanno rappresentato.

 

 

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