Nazione: Stati Uniti, Nuova Zelanda
Anno: 2018
Durata: 128 min
Genere: Avventura, fantastico, fantascienza
Regia: Christian Rivers
Attori: Hera Hilmar, Robert Sheehan, Hugo Weaving, Stephen Lang, Colin Salmon
Voto Filmantropo:

 

 

 

Tom (Robert Sheehan) è un sedicenne che ha non ha mai toccato la terra ed ha sempre vissuto in una Londra ormai diventata una città itinerante, formata da enormi cingoli e spuntoni dopo la “guerra dei 60 minuti” . Quando verrà buttato fuori dalla stessa, dopo il tentativo da parte di una ragazza mascherata di nome Hester (Hera Hilmar) di uccidere Thaddeus Valentine (Hugo Weaving), cercherà un modo per sopravvivere, in una società in cui le città sono diventate moventi e dove ognuna cerca conquistare le altre.

 

 

Primo lungometraggio del neozelandese Chistian Rivers, coordinatore degli effetti speciali nella trilogia del Signore degli anelli e di molte pellicole dirette e prodotte da Peter Jackson. Il regista porta sul grande schermo il primo libro della trasposizione della quadrilogia di libri tratti dall’omonima saga Macchine Mortali. Un incipit ben orchestrato, molti effetti speciali e la voglia della protagonista Hester di compiere la sua vendetta; sono gli elementi con cui si apre la pellicola ambientata in un futuro post apocalittico. Capace di avere un ritmo sempre serrato, non ci annoia mai durante la visione che ha sempre nuovi elementi e nuovi pezzettini del puzzle da aggiungere a una storia piena di sfaccettature e di caratteristiche. Le vicende della diventata orfana Hester ha piccoli elementi in comune con la Rey di Star Wars, aggiunta alla voglia di vendicare la mamma uccisa dal perfido Thaddeus Valentine, coinvolgono un pubblico in cerca di un’altra eroina all’interno di un genere di film post apocalittici in cui riporre le proprie fiducie. Ci sono navicelle, gruppi di ribelli e taglie sulle teste dei ricercati in una Londra in continuo movimento e in cerca di conquiste in terra europea, un po’come se il racconto di Rivers avesse molto in comune con la situazione politica inglese e avesse chiari e forti riferimenti alla attuale Brexit. Belle fotografie e buon effetti speciali però, hanno la pecca di creare un finale non totalmente all’altezza delle premesse inizialmente create, lasciando quel pizzico di sensazione di insoddisfazione, nel raggiungere l’epilogo in una maniera troppo elaborata. Molti i riferimenti e collegamenti ad altri film classici, come lo stile Mad Max-Fury Road e Miyazaki con il “Castello errante di Howl”. Nonostante tutto, la prima realizzazione del neo regista, risulta essere sufficiente e gradevole.

 

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