Nazione:  Regno Unito, Spagna, Francia, Portogallo, Belgio
Anno:  2018
Durata: 132 min
Genere: Avventura, commedia, fantastico
Regia: Terry Gilliam
Attori: Adam Driver, Jonathan Pryce, Joana Ribeiro, Stellan Skarsgård, Olga Kurylenko
Voto Filmantropo:


 

 

Toby (Adam Driver) è un giovane regista pubblicitario, che ha come suo grande successo, una versione rifatta del Don Chisciotte girato e diretto in giovane età. Durante le riprese di uno spot in Spagna, incontra un gitano in possesso della copia del suo vecchio film. Abituato ora a vivere in un mondo dove regna il denaro, nella sua mente riaffiorano momenti passati, che lo spingeranno a partire per il villaggio dove aveva girato il film tanti anni prima.

 

 

Venticinque anni dopo non aver mai smesso di realizzare un’idea partita nel lontano 1992, Terry Gilliam riesce a portare finalmente al cinema il suo più controverso progetto, descritto nel documentario Lost in La Mancha del 2002, dove si evidenziano i problemi verificatisi durante la produzione, L’uomo che uccise Don Chisciotte è un film che parla di passato e che racconta dei problemi di un regista impossibilitato nel realizzare quanto vorrebbe. Tutto analogamente, porta a un collegamento con la storia vissuta dal creatore di Parnassus – l’uomo che voleva ingannare il diavolo. La passione porta Gilliam a far emergere continuamente l’amore per il cinema, per le tecniche della settima arte, fino ad arrivare a collegamenti con l’immaginario e con la fantasia ricalcati appieno dal suo protagonista. Il vecchio che interpretava Don Chisciotte (Jonathan Pryce) nel successo di Tobey, ora è un calzolaio ed è convito di essere il cavaliere, dando vita a una realtà diversa da come se l’era immaginata. Un film piacevole nella sua prima parte che però, nella fase centrale, subisce un calo di ritmo dove nel finale la storia diventa complessa a causa di troppi elementi. Adam Driver è ben inserito, nonostante durante lo scorrere pellicola subisca una scrittura confusionaria impostata dal regista. Discorso diverso per Jonathan Pryce, attore che Gilliam ha già avuto per protagonista in Brazil del 1985, a cui spetta il ruolo del fantasioso cavaliere, interpretato in maniera egreggia.

La sua storia ha molte analogie con il regista americano per l’immaginazione che è stato capace di creare nel suo cinema. Un’attesa che lo spettatore avrebbe voluto trovare diversa, dopo ben 25 anni di lotta disperata nel cercare di relizzare il suo progetto.

 

 

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