Nazione: Francia, Lussemburgo
Anno: 2018
Durata: 85 min
Genere: Animazione, avventura, drammatico
Regia: Alexandre Espigares
Casa di Produzione: Canal+,  Ciné +,  France Tèlèvisions
Voto Filmantropo: 3,5/5

 

 

 

L’ultimo riadattamento cinematografico del celebre romanzo di Jack London del 1906 narra le vicende del più famoso ¾ lupo della storia del cinema. Tramite gli occhi del fiero animale andremo alla scoperta di cosa significa crescere, vivere e sopravvivere nelle selvagge foreste canadesi dello Yukon. Un racconto denso di significati per i più piccoli, impreziosito dalla voce narrante di Toni Servillo e dalla regia del premio Oscar Espigares.

 

 

Un cucciolo di lupo cresce nelle fredde foreste dello Yukon grazie alle amorevoli cure della propria madre, ma presto dovrà affrontare difficoltà provenienti dalle insidie della natura e dal mondo degli uomini. Come nel romanzo originale il regista Alexandre Espigares (Premio oscar 2014 con il corto Mr Hublot) pone la narrazione dal punto di vista del protagonista animale riuscendo a cogliere in pieno le sfaccettature del suo animo. Un racconto di formazione che parla della crescita di ognuno di noi, dall’infanzia con la sua ingenuità, all’arrivo improvviso dell’età adulta con le difficoltà e le disillusioni che ne derivano.

Nel suo viaggio Zanna Bianca incontrerà diverse figure umane che lo influenzeranno profondamente e gli permetteranno di sviluppare un forte spirito di adattamento in contrapposizione alla sua indole selvaggia. La storia del cucciolo di lupo risulta cruda agli occhi del giovane pubblico a cui è rivolta, anche se edulcorata, per lo meno visivamente, da ogni possibile scena di violenza di cui l’opera originale di Jack London è ricca. Zanna Bianca riuscirà ad affrontare le diverse difficoltà della vita senza rinunciare mai al suo desiderio di essere libero.

Toni Servillo con la sua narrazione, concentrata principalmente nella parte iniziale e finale del film, svolge la funzione di risonanza emotiva durante le diverse scene del film. Apprezzata dai più grandi risulta di difficile comprensione per i più piccoli in quanto l’attore recita il testo del romanzo originale scritto con un linguaggio un po’ datato.

Il lungometraggio realizzato con la tecnica CGI, che ben si adatta all’ambientazione invernale delle foreste canadesi, risulta scorrevole alla visione e tiene incollati agli schermi i più piccoli.

Espigares con questo film colpisce nel segno reinterpretando un racconto classico con sincerità e riuscendo a trasmettere ai piccoli e grandi spettatori in sala insegnamenti di vita che nei film di animazione moderni sono ormai da tempo assenti ingiustificati.

 

 

 

 

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