Nazione: Stati Uniti d’America
Anno: 2018
Episodi: 10 min

Piattaforma: Netflix

Genere: Drammatico, Horror
Attori: Kiernan Shipka, Ross Lynch, Lucy Davis, Chance Perdomo
Voto Filmantropo:

 

 

Sabrina Spellman è un’adolescente mezza strega e mezza umana che vive nella cittadina di Greendale, con le due zie Hilda e Zelda ed il cugino Ambrose. Prossima al suo sedicesimo compleanno, punto di svolta della sua vita sovrannaturale, la ragazza vivrà incredibili avventure, nel tentativo di conciliare i due mondi a cui essa appartiene.

 

 

Recensire questa serie per chi da adolescente guardava la Sabrina interpretata da Melissa Joan Hart non è per niente facile, senza partire dal presupposto che si tratta di un prodotto completamente diverso; così come negli omonimi fumetti nel 2014 la serie ha subito un reboot, così la trasposizione su Netflix ha seguito la nuova direzione creativa.

Niente più heat machine, la comicità lascia spazio ad un timido humor che spesso sfuma al nero, e fa timidamente capolino una connotazione horror che non disturba mai, salvo un paio di scene davvero splatter, immergendo lo spettatore in una realtà al confine tra mortale e soprannaturale, tocco da maestro le inquadrature dai contorni sfocati e distorti, che portano spesso a chiedersi se tutto ciò sia reale. Le ambientazioni sataniste ed i luoghi comuni sulle streghe la fanno sicuramente da padrone all’interno dello show, ma vanno presi come nel loro contesto come storia dell’Universo Riverdale, e non con raffronti alla storia umana reale.

 

Nonostante il morbo che affligge tutte le serie Netflix, una spossante lentezza iniziale, quando la serie riesce a carburare scorre davvero piacevolmente coinvolgendo attivamente lo spettatore, il binge watching è fattibile, merito anche di una caratterizzazione adeguata dei personaggi ed una graduale rivelazione delle loro storie e personalità, persino le due zie di Sabrina mostrano una complessità notevole pur essendo delle comprimarie. A livello di trama molto è perfettibile, a partire da Faustus Blackwood, la cui presenza nel primo episodio viene introdotta come un avvenimento eccezionale, diventando invece una costante in tutte le puntate.

La doppia chiave di lettura che la serie presenta offre un prodotto valente per gli adolescenti che possono godersi una storia fantasy/horror con protagonisti della loro età, che fanno errori tipici della loro età, Sabrina è una strega ma è soprattutto un’adolescente; così come offre uno spunto di riflessione serio ad un adulto, portandolo a domandarsi se davvero dei poteri magici siano la soluzione ai problemi della vita, tutti gli esseri soprannaturali che appaiono nel corso della serie dimostrano di non avere mai perso la loro umanità, il Grande Sacerdote del Signore Oscuro per primo, e di soffrire esattamente come tutti i comuni mortali; insomma i poteri magici non danno la felicità, ma lanciando palle di fuoco si piange meglio.

 

Il finale apre ad una seconda stagione già ordinata da Netflix che dovrebbe arrivare nel 2019 , togliendo un bel po’ dei punti di domanda giganteschi che l’episodio finale ha posto, a partire dalla relazione che ha una strega con il suo parrucchiere.

 

Nel complesso uno show godibile con standard qualitativi di produzione e recitazione che ritornano finalmente ad un buon livello, mettendo una nuova freccia nella faretra di Netflix, sicuramente non la sua arma più potente, ma affilata al punto giusto.

 

Praise Satan!

 

 

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