Nazione: Stati Uniti
Anno: 2017
Durata: 111 min

Genere: Thriller
Regia: Taylor Sheridan
Attori: Jeremy Renner, Elizabeth Olsen, Graham Greene, Jon Bernthal
Voto Filmantropo:

 

 

 

 

Cory Lambert (Jeremy Renner) è un agente federale della fauna selvatica, nella riserva indiana di Wind River nel Wyoming. Durante una delle sue uscite, scopre nella neve il corpo senza vita di una giovane ragazza, chiamata Natalie Hanson di soli 18 anni. A indagare al caso viene inviata l’agente dell’F.B.I. Jane Banner (Elizabeth Olsen), inesperta e impreparata ad affrontare il duro inverno dello stato americano.

 

 

Terzo film da regista per Taylor Sheridan, che dopo aver diretto il film Vile (anno 2012) e dopo essere stato attore in Hell of high water, decide di tornare dietro la macchina da presa per dirigere un thriller sulle concezioni, che tocca lati rivolti alla politica dell’integrazione. Le ambientazioni innevate presenti nel lungometraggio danno già l’idea allo spettatore di poter assistere a una storia in cui alla base dell’accaduto c’è qualcosa di freddo, che  comporterà  la  ricerca del serial killer che ha ucciso la povera Natalie Hanson di soli 18 anni. I segreti di Wind River si aggrappa alla forza delle principali sue stelle, per narrare di un racconto che nel complesso può essere definito ben amalgamato e ottimamente riuscito, sia per il modo in cui vengono trattate le tematiche, che per come sono state sviluppate le stesse. Elisabeth Olsen e Jeremy Renner deliziano, regalando una perfetta prova in grado di mantenere sempre alta una tensione che non cade mai nel banale, anche durante la ricerca dell’assassino. Dialoghi sempre ben costruiti, accompagnati da una scenografia che suscita forti emozioni, aiutano nell’identificare la pellicola del regista americano, riuscita e consigliata. Un intrigo poliziesco ben coordinato, con uno svolgimento concreto nella sua parte centrale e caratterizzato da uno scioglimento finale impetuoso grazie alla presenza di un flashback. Personaggi ben amalgamati sono in parte di richiamo alla neve, intesa come senso elemento estetico all’interno del film, in aggiunta a colori come il rosso e il blu. La chiusura del film si affaccia su una comunità indiana, che per curare le sue ferite si dipinge nuovamente il volto in segno di richiamo alle tradizione antiche. Fanno parte del cast anche Graham Greene e Jon Bernthal, in una pellicola che mette a nudo non solo lo stato attuale del’america, ma anche l’avvio del processo d’integrazione. Nei titoli di coda le statistiche sulle persone scomparse vengono aggiornate per ogni gruppo demografico, a eccezione delle donne native americane, il cui numero rimane sconosciuto.

 

 

 

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