Nazione: Stati Uniti
Anno: 2018
Durata: 104 min
Genere: Horror, thriller
Regia: David Gordon Green
Attori: Jamie Lee Curtis, Judy Greer
Voto Filmantropo: 2/4

 

 

Sequel del cult del 1978 Halloween riprende la storia dall’esatto punto nel quale era stata lasciata. Michael è in prigione, ma le cose stanno per cambiare…

 

Questo Halloween è esattamente tutto quello che un sequel dovrebbe sempre essere! Spesso dare giudizi en tranchant rischia di esporsi a critiche e scontentare più di qualcuno ma finalmente possiamo dire ad alta voce, ad Hollywood sono riusciti a sfornare da un’idea di successo già utilizzata una nuova pellicola che non scimmiotta nè offende l’originale ma anzi, la omaggia rinnova ed espande in un modo che dovrebbe essere proprio di ogni progetto del genere. Anche in questo caso, seppur più defilato rispetto alla presenza nel capostipite del 1978 c’è il genio di John Carpenter autore raffinato e “casereccio” nello stesso tempo, divertito nel coinvolgere lo spettatore in un nuovo stordimento visivo per mano del macellaio Michael Myers. Proprio così, Michael è tornato ed anche la sua nemesi Jamie Lee Curtis, convincente e travolgente nel riprendere l’antico ruolo, pronto ad aspettare il folle omicida dopo 30 anni di preparazione. Preparazione che l’ha portata ad allontanarsi da tutto e da tutti, a crescere una figlia come un soldato facendole passare l’infanzia tra un ak47 ed un candelotto di dinamite come amico, quasi potrebbe commuovere il sgt. Hartman. Tutto porterà all’inevitabile scontro finale, in questo senso non ci sono sorprese. Ma è il come ci si arriva a lasciare, finalmente, un retrogusto dolce in bocca. La violenza abbonda, ma mai in maniera depravata o mestamente compiaciuta dal tributo ai fiumi di pomodoro. E’ dosata, calmierata, messa nei punti giusti. Ed è quando Michael arriva in città dopo essere evaso dando inizio ad un gustoso piano sequenza che ce ne si rende maggiormente conto. Cucina, classica casalinga all’opera e Michael con un martello in mano: avviene tutto fuori campo, nemmeno una goccia di sangue ma solo urla e la violenza degli effetti sonori che lasciano immaginare tutto allo spettatore, alleluja! Proseguendo il suo cammino incrocia una culla con un neonato, si ferma qualche secondo, forse anche il temibile uomo nero ha un briciolo di anima? Può essere, sarà anche Halloween, ma i bambini non si toccano.
Permeato di quell’aura di semi-invulnerabilità il climax raggiunge l’apice nelle sequenze finali che (forse?) mettono la parola fine alle folli gesta dello psicopatico. E lo spettatore può uscire soddisfatto dalla sala dopo aver visto un sequel che non scimmiotta o si prende gioco di uno stile che ha segnato una decade, ma lo trasporta nel 2018 con poca tecnologia e tanta sostanza.

 

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