Nazione: Stati Uniti
Anno:  2017
Durata: 109 min
Regia: Lee Unkrich
Voto Filmantropo:


 

 

Miguel è un piccolo bambino appassionato di musica che sogna di diventare un musicista, come il suo idolo Ernesto de la Cruz. La sua famiglia da generazioni è famosa per la fabbricazione di calzature e la musica al suo interno è assolutamente proibita da quando la trisavola Imelda venne abbandonata con la figlia, dal marito che cercò di seguire la strada del successo. Durante la celebrazione del Dia de Muertos, contrariamente al volere famigliare, Miguel decide di partecipare alla gara di musica presso la fiera di Santa Cecilia, impossessandosi della chitarra precedentemente appartenuta a Ernesto de la Cruz. Il suono della stessa provocherà l’apertura di un varco che condurrà in una dimensione, che non può essere vista da nessun essere vivente, e composta unicamente da solo persone defunte. Incomincerà per Miguel, accompagnato dal fedele cane chiamato Dante, un vero e proprio viaggio alla ricerca dell’idolo venerato.


Il regista americano Lee Unkrich, con la l’aiuto di Adrian Molina (co-regista), realizza un percorso e una vera e propria storia che rappresenta una lezione sul concetto di famiglia e sul mondo dei morti. Un argomento non semplice da affrontare e da analizzare in un film d’animazione, adatto anche a un pubblico più giovane. Così magicamente di colpo, Coco diventa il film più visto della storia messicana e una pellicola totalmente capace di commuovere, di appassionare e colpire profondamente l’animo. La poesia realizzata dal regista di Toy Story 3, è davvero sublime e straordinaria, tanto da essere considerata un percorso magico che accompagna lo spettatore, dall’inizio alla fine, alla riscoperta dei veri legami e del culto degli antenati. Non mancano i collegamenti e i riferimenti con i classici Pixar come Up e Inside out (di cui Unkrich è il regista), per le analogie che accomunano Ernesto della Cruz al Charles Muntz visto in Up. Coco ha il potere di sorvolare il tutto, scavando e cercando di toccare ancora più in profondità aspetti mai trattati prima. Una situazione analoga se si pensa quello che la produzione del film ha dovuto subire, con l’iniziale tentativo di boicottaggio da parte della comunità latina per il titolo iniziale di “Dia de los muertos” e la successiva rimozione nelle proiezioni americane del corto di Frozen dedicato a Olaf, che accompagna l’apertura del film nelle sale. Nonostante tutto, la Pixar è riuscita comunque a dar vita a un progetto straordinario, in cui gli elementi coesistono totalmente in un equilibrio perfetto tra di loro. Dante, non è soltanto il nome del fedele cane, ma sembrerebbe un tributo proprio allo scrittore fiorentino, tanto da accomunare l’avventura del piccolo Miguel, alla stessa vissuta dal poeta all’interno della “Divina Commedia”. Hector, che in lingua originale ha la voce dell’attore Gael Garcia Bernal, è un personaggio che non può far altro che essere esaltato e amato da parte del pubblico. Una vera e propria storia di passione per la musica, accompagnata da valori fondamentali e da un profondo insegnamento sul come cogliere l’attimo. Coco incanta, cercando di creare una sinfonia perfetta per il cuore dello spettatore.

 

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