Nazione: Stati Uniti
Anno: 2019
Episodi: 24
Piattaforma: Mediaset Premium Joi
Genere: Commedia
Produttori: Chuck Lorre, Bill Prady
Attori: Johnny Galecki, Jim Parsons, Kaley Cuoco, Simon Helberg, Kunal Nayyar
Voto Filmantropo:

Terminato il viaggio di nozze, Amy (Mayim Bialik) e Sheldon (Jim Parsons) fanno ritorno in California, dove trovano Raj (Kunal Nayyar) rattristato dal fatto di essere l’unico della compagnia ancora single. Per risolvere il problema, il ragazzo indiano decide di chiedere al padre di organizzare un matrimonio combinato.

Dopo aver centellinato gli episodi il più possibile, dopo aver verificato ogni settimana che…sì, per fortuna mancava ancora molto alla fine, purtroppo abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza che il tristissimo giorno sarebbe, infine, arrivato. Lo show che è riuscito a farci ridere ininterrottamente per ben dodici anni è giunto alla sua annunciata conclusione. Eppure, terminata la visione dell’ultimo episodio, abbiamo avuto una forte sensazione che gli autori fossero i primi a non volersi rassegnare a scrivere davvero la parola fine. Sebbene, come da tradizione nelle serie di questo tipo, molti passaggi fondamentali della vita dei protagonisti si concretizzino nella maniera più scontata, ma, anche, più apprezzata dagli spettatori, diverse altre trame (tra cui, sorprendentemente, quella che riguarda Raj) prendono strade inaspettate, quasi a lasciare volutamente alcune porte aperte a possibili future storie da raccontare. Neppure la consueta pioggia di guest star nei panni di sé stesse (tra gli altri William Shatner, Kevin Smith, Kareem Abdul-Jabbar, Sarah Michelle Gellar e ben tre premi Nobel come Kip Thorne, George Fitzgerald Smoot e Frances Hamilton Arnold), allontana l’impressione di trovarsi di fronte a un’ultima stagione un po’ anomala, in quanto esse vengono confinate in episodi tutto sommato marginali (niente a che vedere con lo strepitoso Mark Hamill chiamato a celebrare il matrimonio tra Sheldon e Amy nel finale dello scorso anno) e l’ultimissima scena, che vede tutti i protagonisti riuniti per l’ennesima volta a mangiare nel salotto di Penny e Leonard, è troppo breve e non genera quella malinconia che ci saremmo aspettati, sapendo che, di fatto, stavamo dando l’addio ai nostri beniamini. L’intera stagione, tra l’altro, ha avuto pochi sussulti, come se non si trattasse affatto di quella destinata a chiudere la serie. Sia chiaro, i 24 episodi di quest’anno si mantengono, comunque, a un livello ben più alto di gran parte delle sitcom in circolazione, e le stramberie dei protagonisti (con, ancora una volta, lo Sheldon di Jim Parsons a trainare il resto del gruppo) basterebbero da sole a giustificare la visione. Ma, dopo l’exploit della scorsa stagione, che, pur non raggiungendo le vette dei primi episodi, aveva mostrato una vitalità insperata, ci saremmo aspettati qualcosa di più. Anzi, a ben vedere, gli autori sono sembrati quasi disinteressati a fare scelte radicali, come se non volessero modificare eccessivamente lo status quo del gruppo. Persino alcuni sviluppi nelle vicende personali dei vari protagonisti, si manifestano negli ultimi episodi in maniera un po’ contraddittoria e senza la giusta enfasi. E’ sembrato, insomma, che la produzione si sia sentita forzata a dare al pubblico quello che voleva o che si aspettava, cercando, però, di non eccedere troppo, per non tradire del tutto l’intenzione dichiarata di volersi distinguere dal resto del panorama Comedy della TV americana, non capendo, però, che, in questo modo, i momenti di questa ultima stagione che il pubblico ricorderà davvero, saranno molto pochi (l’unico veramente memorabile è, forse, quello che coinvolge Sheldon e Leonard nel penultimo episodio, al momento della telefonata della commissione dei premi Nobel).

Sappiamo che sulla decisione di chiudere lo show abbiano pesato motivazioni ben diverse da semplici problemi creativi, ma, forse, in dodici anni gli autori avevano, realmente, quasi esaurito tutte le loro idee, continuando a ripetere all’infinito i soliti cliché, pur senza essere mai banali o cercando di vivere di rendita. Pertanto, se dovessimo giudicare questa stagione, presa singolarmente, dovremmo essere più severi. Sarebbe, però, ingiusto verso la professionalità mostrata dal cast e dal resto della produzione in tutti questi anni. Quindi, come già fatto per Game of Thrones, preferiamo valutare la serie nel suo complesso, con la speranza (crediamo non solo nostra) di rivedere fra qualche anno Sheldon, Howard, Leonard, Penny e tutti gli altri, protagonisti di un riuscito revival.

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