Nazione: Stati Uniti
Anno: 2019
Durata: 100 min
Genere: Animazione, commedia, avventura
Casa di distribuzione: Disney, Pixar
Regia: Josh Cooley

Voto Filmantropo

Nelle fasi della vita di un giocattolo, può capitare anche di essere venduti, essere smarriti o cambiare bambino, magari non essendone più il giocattolo preferito. Dopo che Andy ha regalato a Bonnie i suoi vecchi giocattoli, per Woody inizia una nuova fase della sua vita.

Era il lontano 1995 quando esordì al cinema il primo lungometraggio della storia realizzato completamente in computer grafica, “Toy Story – Il mondo dei Giocattoli”, ed oggi, a distanza di 24 anni, arriva nelle sale il quarto capitolo e probabile epilogo della saga, almeno per qualche tempo.

Non è possibile andare oltre nella recensione senza prima ricordare Fabrizio Frizzi, i trailer del film hanno aiutato molto con la preparazione psicologica, ma una volta seduti in sala l’impatto è comunque fortissimo, nonostante il buon lavoro svolto da Angelo Maggi, chi è cresciuto con gli altri tre capitoli della saga non potrà non dedicare un pensiero a chi da sempre è stato l’anima dello sceriffo Woody.

Fatte le doverose premesse, il film presenta un comparto tecnico che quasi sicuramente gli varrà la nomination agli Oscar, la qualità della CGI della Pixar risultava stupefacente già con il primo Toy Story, si è evoluta ed è cresciuta insieme agli spettatori, e senza l’eredita “cartoonistica” del passato, oggi probabilmente avremmo un prodotto che ci renderebbe arduo distinguere la realtà dalla computer grafica, ancora una volta la casa di produzione di Emeryville imposta un nuovo standard nel settore dei film di animazione in realtà virtuale.

Anche la storia introduce nuovi temi risultando leggera godibile per gli spettatori più piccoli, ma emoziona terribilmente quelli di vecchia data che, oramai adulti, sono cresciuti guardando i vari episodi. Quest’ultimo capitolo “Woodycentrico”, consente allo spettatore più grande, quale d’altronde è chi scrive questa recensione, di immedesimarsi nello sceriffo più amato dei cartoons e ripensare alla propria vita, alle diverse fasi che ne sono seguite, e di trarre importanti spunti per riflessioni più profonde; per quanto diversa da come la immaginavamo, per quanto le cose belle prima o poi finiscano, la vita va sempre avanti, e ha sempre qualcosa da offrirci.

L’unico vero difetto che si può riscontrare è un’eccessiva lentezza nella fase iniziale, nonostante il primo tempo sia sicuramente propedeutico agli sviluppi che ne seguiranno, da solo risulta davvero pesante, ed anche il personaggio di Forky, doppiato da Luca Laurenti, introduce una piacevole novità ma risulta un po’ troppo ripetitivo durante lo sviluppo del film, è il “casus belli” che da inizio alla trama, ma sarebbe stato meglio se ne avesse accompagnato anche gli eventi successivi.

In conclusione, Toy Story 4 costituisce un capitolo valido della saga e va oltre al semplice refresh commerciale del franchise; anche se non immune da difetti, sa emozionare e divertire grandi e piccini, sicuramente da vedere.

COSA CI E’ PIACIUTO

  • Comparto grafico
  • L’emozionante epilogo
  • I nuovi personaggi secondari

COSA NON CI E’ PIACIUTO

  • Avvio lento
  • Manca Fabrizio Frizzi
  • Manca terribilmente Fabrizio Frizzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.