Nazione: Australia
Anno: 2018
Durata: 125 min
Genere: Drammatico
Regia: Anthony Maras
Attori: Dev Patel, Armie Hammer, Nazanin Boniadi, Tilda Cobham-Hervey, Anupam Kher
Voto Filmantropo:

Attacco a Mumbai (Mumbai Hotel) è il film che trasporta su grande schermo i drammatici atti terroristici nella città indiana nel 2008. 

Mumbai, 26 novembre 2008. Questa la data dei molteplici attacchi terroristici ben coordinati che colpirono Mumbai mettendola a ferro e fuoco nel lontano 2008. Località turistiche e ferrovie furono i principali obiettivi scelti dagli attentatori che tennero sotto scacco la città indiana per oltre 60 ore. Questo il core del film che si focalizza principalmente sulla presa dell’hotel di lusso Taj Mahal Palace lasciando il resto solo come contorno. Giovani, disperati e pronti a tutto i terroristi compiono una strage in nome di Allah contro gli “stranieri”. E in questo la pellicola diretta da Anthony Maras riesce efficacemente a coinvolgere lo spettatore nell’efferatezza di quell’atto non lasciando niente all’immaginazione. Truce, violenta e diretta con accuratezza catapulta completamente in quelle ore devastanti. L’impalcatura del film poggia principalmente sulle spalle di Arjun, interpretato da Dev Patel, cameriere dell’hotel alle dipendenze di Hermant Oberoi chef de cuisine del Taj magistralmente portato su schermo da Anupam Kher. Sono loro i protagonisti del film assieme al resto dello staff che eroicamente, nonostante avessero la possibilità di lasciare incolumi l’edificio, restarono per portare in salvo quanti più ospiti possibile. Gli ospiti, proprio loro, sono parte decisamente passiva di quest’opera. Cadono come foglie sotto i colpi degli ak47 che ineluttabilmente terminano le loro vite. Dei superstiti non ne conosciamo realmente nessuno, fatta una piccola eccezione per una coppia con una bambina. Ed in fondo è giusto così, questo prodotto è un omaggio a chi quelle vite le salvò mettendo a rischio la propria. La colonna sonora è invisibile, solo colpi di mitra, urla e pianti che lasciano lo spettatore sconvolto e coinvolto. Il film è riuscito, forse gli si può imputare una certa pesantezza complessiva che, dato il tema, era difficilmente evitabile.

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