Nazione: Stati Uniti
Anno: 2019
Durata: 114 min
Genere: Supereroi, fantascienza, azione
Regia: Simon Kinberg
Attori: Sophie Turner, James McAvoy, Michael Fassbender, Jennifer Lawrence, Nicholas Hoult, Tye Sheridan, Jessica Chastain
Voto Filmantropo:

Dopo essere stata accolta da bambina nella scuola per giovani dotati di Charles Xavier (James McAvoy), Jean Grey (Sophie Turner) viene addestrata assieme ad altri giovani mutanti a controllare i suoi poteri. Divenuta un membro degli X-Men, partecipa a una missione di salvataggio nello spazio, dove viene investita da una misteriosa e potentissima forma di energia. Miracolosamente sopravvissuta, scopre che i suoi poteri sono enormemente aumentati, diventando, così, l’oggetto del desiderio degli ultimi sopravvissuti dell’impero alieno D’Bari.

A pochi mesi dall’acquisizione della Fox da parte della Disney, anche gli X-Men hanno avuto il loro “endgame” (in realtà mancherebbe ancora il film New Mutants, previsto per il 2020, ma che questo esca veramente nei cinema è tutto da vedere), in attesa di uno scontato reboot, che li integrerà nel Marvel Cinematic Universe nei prossimi anni. E dire che, solo qualche settimana fa, la pellicola diretta dall’esordiente Simon Kinberg sembrava destinata all’oblio, nonostante i 200 milioni di dollari spesi per la sua produzione. Ma alla fine il film è arrivato nelle sale, sebbene pesantemente rimaneggiato rispetto a come era stato concepito all’inizio (pare per esempio, che il finale prevedesse addirittura, l’apparizione degli Skrull, cosa che ha reso necessaria una modifica rispetto ai piani originali, dopo la recente apparizione degli alieni mutaforma nel film di Capitan Marvel). Naturale, quindi, che con una lavorazione così travagliata, la pellicola ne abbia risentito in termini di qualità. Eppure, non così tanto come ci saremmo aspettati. Anzi, la prima parte del film, fino all’incontro tra Jean e Vuk (una meravigliosamente algida Jessica Chastain) ci ha sorpreso positivamente: a parte qualche personaggio che rimane un po’ troppo sullo sfondo (una scialba Tempesta, un insipido Ciclope, e un, insolitamente, anonimo Quicksilver, che nei precedenti capitoli era stato uno dei personaggi meglio caratterizzati del gruppo, oltreché uno dei più divertenti), abbiamo uno Xavier più ambiguo del solito (sempre ben interpretato da James McAvoy), un Magneto combattuto tra il desiderio di vivere in pace, lontano dai suoi fantasmi e la sete di vendetta (a impersonarlo troviamo ancora una volta Michael Fassbender, per il quale è ormai diventato difficile trovare un aggettivo che possa descriverne appieno la bravura.

Speriamo solo che i Marvel Studios pensino di nuovo a lui, quando ci sarà da decidere chi dovrà vestire i panni del personaggio nei nuovi film), e una Jean Grey sempre in bilico tra la voglia di fare del bene e il tormento interiore che precede la corruzione della sua anima (Sophie Turner non raggiunge le vette recitative di McAvoy e Fassbender, ma svolge la sua parte senza sbavature, soprattutto quando emerge il lato oscuro del suo personaggio). La parte del film che non funziona invece è la seconda, dove la frettolosità con cui vengono risolti i temi principali della pellicola, la presenza di alcune banalità nel soggetto (due esempi eclatanti: gli alieni D’Bari sono dipinti come i soliti conquistatori spietati, senza un minimo approfondimento sulle loro motivazioni. Gli X-Men passano da eroi a minacce in un arco temporale troppo breve) e di personaggi sottoutilizzati (in quanti si sono resi conto che l’aiutante di Magneto è Selene, che nei fumetti è uno dei più pericolosi avversari degli studenti del Professor X?) hanno palesato i problemi che ha dovuto affrontare la produzione per far arrivare la pellicola sul grande schermo.

Un vero peccato, perché Kinberg dimostra di saperci fare con la macchina da presa, persino nelle scene d’azione, che sebbene non aggiungano niente di nuovo rispetto a quanto visto in altri film dello stesso genere, sono girate molto meglio in confronto a quelle viste in pellicole più celebrate come Black Panther. L’esito finale rappresenta anche una parziale delusione per i fan del fumetto originale, visto che la storia di Fenice Nera è, probabilmente, la saga più famosa e amata nella pluridecennale epopea editoriale dei mutanti di Xavier, e avrebbe, sicuramente, meritato un adattamento migliore (ma siamo pronti a scommettere che ne vedremo una nuova versione fra qualche anno).

A ogni modo, è con un pizzico di malinconia che salutiamo gli X-Men targati Fox. Sebbene l’ingresso dei mutanti nel MCU stuzzichi già la nostra fantasia (pensate solo a un possibile adattamento di House of M o di Avengers vs X-Men) sappiamo sin da ora che le versioni Disney di questi personaggi saranno diverse da quelle viste fino a questo momento. Kevin Feige e compagnia, però, per adesso non ci hanno quasi mai deluso, quindi, confidiamo ancora una volta sulla loro capacità di sorprenderci. Il film non sta andando bene al box-office, soprattutto quello casalingo, e anche la maggior parte delle recensioni americane non sono state lusinghiere. Il sospetto, però, è che sia gli incassi che i giudizi negativi siano stati influenzati, più che dal reale valore artistico della pellicola, dalla consapevolezza di pubblico e critica che questo ultimo capitolo avesse ormai perso la sua ragion d’essere.

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