Nazione: Italia
Anno: 1983
Durata: 97 min
Regia: Carlo Vanzina
Attori: Jerry Calà, Christian De Sica, Claudio Amendola, Antonella Interlenghi, Guido Nicheli 
Voto Filmantropo:


 

 

Un cult intramontabile

 

Cortina d’Ampezzo, 1983. Fra borgatari romani, ricchi snob ed artisti da Piano Bar, si consumano le vacanze degli italiani, nella splendida cornice della Perla delle Dolomiti.


L’errore più grande che può commettere un esperto di cinema è di giudicare spazzatura film che possano avere ambizioni differenti dall’Oscar, specialmente se italiani; fortunatamente l’autore di questo articolo, nella sua completa inesperienza, è sempre stato di bocca buona, motivo per il quale vi trovate a leggere la recensione di quello che, suo malgrado, è il film capostipite della saga dei “Cinepanettoni”. “Suo malgrado” perché Vacanze di Natale è un’autentica pietra miliare del cinema italiano, dietro una maschera di superficialità e leggerezza rappresenta una fotografia dei vizi delle virtù delle classi sociali italiane dell’epoca, e più attuale che mai. Tutto ciò reso al meglio dal cast, formato da interpreti che vivranno per sempre nell’immaginario collettivo, come possiamo dimenticarci Guido Nicheli e Mario Brega, coloro che l’imprenditore milanese ed il borgataro romano non li hanno semplicemente interpretati, li hanno incarnati nella loro essenza in ogni film che hanno portato sul grande schermo, ogni volta essendo fedeli a loro stessi ma senza mai stancare lo spettatore, regalandogli un sorriso, perché tutti abbiamo visto in loro almeno una volta una persona che conosciamo, senza dimenticare memorabili citazioni che a quasi 40 anni di distanza sono parte integrante dei nostri comuni modi di dire; mi domando cosa penserebbe Riccardo Garrone, vedendo che “…e anche questo Natale, ce lo siamo levato dalle palle” e le sue infinite varianti, sono dappertutto tra memes e filmati, citati da persone che probabilmente non ne conoscono nemmeno l’origine. Anche dal punto vista tecnico e strutturale, il film è stato tra i primi ad introdurre e sfruttare al massimo il concetto della Hit Parade, sono presenti infatti tutti i più grandi successi musicali di quell’anno, sapientemente dosati nei piani sequenza; Moonlight Shadow e I like Chopin sono ancora oggi in voga, e regalano meravigliosi momenti di nostalgia a chi li ascolta. L’Italia del 1983 non è poi diversa da quella del 2017, dove ancora troviamo arricchiti che rinnegano e aborriscono le loro umili origini, il milanese imbruttito che vive nel mito del ricco industriale, le scappatelle extraconiugali e famiglie da Mulino Bianco che nascondono più di un’ombra, senza considerare che le vacanze natalizie a sciare nei luoghi più “in” della montagna italiana sono ancora uno status symbol intramontabile. “Vacanze di Natale” è un film che riesce ad essere derivato della cultura italiana e farne parte allo stesso tempo, è patrimonio degli italiani che da esso vengono ritratti e che dovrebbe spingerli a ridere di quanti volti possa avere un popolo, ma nel contempo dovrebbe lasciare un vago retrogusto amaro, perché potremmo essere davvero migliori di così. Piccolo segreto, il tempo che porta ad esclamare “ah, ma io non sono certo così!” è direttamente proporzionale a quello in cui ci si riconosce nei propri difetti. Se quindi non lo avete mai visto o siete impazienti di contestare questa recensione, regalatevi un’ora e mezza di amarcord e guardate “Vacanze di Natale”, sole… whysky… e siete in Pole Position!

 

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