Nazione: Stati Uniti, Canada
Anno: 2018
Durata: 92 min
Genere: Commedia, drammatico, poliziesco
Regia: Robert Budreau
Attori: Ethan Hawke, Noomi Rapace, Mark Strong
Voto Filmantropo:

Stoccolma 1973, Durante una rapina alla banca centrale, Lars Nystrom (Ethan Hawke) prende in ostaggio alcuni impiegati con lo scopo di farsi rilasciare il socio Gunnar Sorensson (Mark Strong) che si trova in prigione. Una rapina “semplice” si trasformerà in un caso nazionale, della durata di più giorni e trasmesso da vari canali tv. Più il tempo passa e più gli ostaggi sviluppano un rapporto con il loro rapitore. Soprattutto il problema sorgerà per Bianca (Noomi Rapace), moglie e madre di due bambini, che deciderà sempre più di collaborare con il criminale. Lars dal canto suo, prenderà a cuore le condizioni dei suoi prigionieri e questa connessione darà origine al fenomeno psicologico chiamato “Sindrome di Stoccolma”.

Ci è capitato di sentire ultimamente nel mondo del piccolo e del grande schermo, il termine “sindrome di Stoccolma”. Il primo pensiero logicamente finisce per ricadere nella maggior serie contemporanea spagnola di successo, ovvero la Casa di Carta, che riusciva a raccontare come un colpo o una rapina potessero congiungersi con legami amorosi e come si potesse passare da ostaggi a complici nell’arco poco tempo. Artefici e diretti responsabili dell’accaduto in quel caso, sono il rapinatore Denver e l’ostaggio Alison Parker, lavoratrice nella zecca di stato spagnola. La serie, distribuita in Italia da Netflix, tra le tante tematiche narrate, precisava come si potesse diffondere questo fenomeno e, cosa comportasse il raggiungerlo, con tanto di racconto collegato ai fatti accaduti nella capitale svedese nel 1973. Da qui nasce il collegamento con la pellicola diretta da Robert Budreau,  che traspone sul grande schermo come effettivamente si sono svolti i fatti che portarono al primo eclatante caso della nascita di un caso riconducibile alla sindrome.

“Sapete come finisce? Con l’innamorarsi”


Inizia con questa frase e il primo piano di Noomi Rapace che interpreta la protagonista, il film del regista americano che è anche lo sceneggiatore della pellicola uscita nel 2018 e dal titolo originale “Stockholm”. Una narrazione dallo scorrimento veloce, sono di supporto nella descrizione di come sono avvenute le vicende di Lars Nystrom, intepretate da un buon Ethan Hawk. L’attore che ha lavorato insieme al regista in “Burn to be blue” del 2015, regala un’interpretazione che sicuramente non spicca per diversità o per essere considerata memorabile, ma offre allo spettatore l’immedesimarsi nei panni del protagonista. Complice e socio nei panni di Gunnar Sorensson, troviamo un Mark Strong troppo offuscato dal collega che giustamente, sia dal dal punto di vista recitativo che a livello di racconto dei fatti, deve cedere il passo al collega. Va decisamente meglio per Noomi Rapace in controllo di un ruolo che si trasforma da ostaggio a complice, passando da un protagonista marginale a uno primario. Tratto da un’assurda storia vera, come indicato all’inizio della proiezione, Rapina a Stoccolma non è forse il miglior film su rapine in banca con ostaggi e bottini da rubare che si possa vedere, ma un racconto scorrevole e semplice, trasformano il film in un prodotto semplice e mai noioso.
Presentato al Tribeca Film Festival.

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