Finita la Guerra di Secessione, l’ex ufficiale della Confederazione Jefferson Kyle Kidd (Tom Hanks) si guadagna da vivere leggendo in pubblico le notizie della settimana. Durante il tragitto verso un’altra città, si imbatte in una giovane ragazza bianca (Helena Zengel), vestita con i tipici abiti dei nativi americani. Inizialmente riluttante, alla fine si impegnerà a restituirla alla sua famiglia originale.

Nazione: Stati Uniti
Anno: 2020
Genere: Azione, avventura, drammatico
Regista: Paul Greengrass
Durata: 118 min
Attori: Tom Hanks, Helena Zengel, Michael Angelo Covino, Elizabeth Marvel, Fred Hechinger
Piattaforma: Netflix

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Ennesima dimostrazione che lo streaming rappresenterà a breve il mezzo di diffusione principale per il cinema, Notizie dal mondo è un western un po’ atipico, concesso – causa pandemia – in esclusiva a Netflix (ma solo al di fuori di Stati Uniti e Cina), benché prodotto inizialmente dalla Fox, poi costretta a cederlo alla Universal, dopo l’arrivo della Disney. Di sicuro il Covid-19 ha determinato una forte crescita dei contenuti online, ma è certo che gli spettatori di buona parte del mondo non considerino più la sala cinematografica il luogo ideale dove vedere un film. 

A ogni modo, l’arrivo della pellicola sulla piattaforma californiana ha fatto fare un bel sospiro di sollievo a Tom Hanks, che dopo aver visto il suo Greyhound dirottato su Apple TV+, ha trovato ancora nello streaming un alleato per rimanere “visibile” in questo lunghissimo periodo di chiusura dei locali dotati di grande schermo. 

Traversie distributive a parte, dicevamo di un western anomalo. In effetti, a dispetto dei tanti elementi che riportano alla frontiera americana della seconda metà del XIX secolo (sparatorie, banditi malintenzionati, indiani pittoreschi, piccoli villaggi polverosi), il film è essenzialmente incentrato sull’insolito rapporto che si viene a creare tra un anziano ex militare dell’esercito confederato e una ragazzina cresciuta in mezzo ai Kiowa. Due protagonisti apparentemente agli antipodi per differenza di età, lingua e storia personale ma che, progressivamente, capiscono di non poter fare a meno l’uno dell’altro. 

Tratto dal romanzo News of the World di Paulette Jiles, il soggetto della pellicola non rappresenta propriamente una novità per il cinema, essendo già stato – pur con altri scenari e diverse finalità – alla base di diversi lungometraggi del passato. Esso, però, riesce spesso a incontrare i favori del pubblico, soprattutto se, come in questo caso, personaggi e sceneggiatura vengono ruffianamente costruiti per accompagnare lo spettatore verso un inevitabile lieto fine. È chiaro che, non potendo contare sull’originalità della trama, un’opera del genere, per risultare interessante, deve necessariamente fare affidamento sulle capacità di regista e interpreti. Ed è proprio per questo che la presenza di un attore come Tom Hanks diventa determinante per la riuscita dell’operazione, anche perché il personaggio a cui presta il volto è uno di quelli che meglio si adattano al suo modo di recitare: il Capitano Kidd, protagonista del film è, infatti, il classico uomo semplice, che pur provato dalla vita, continua a mantenere una bontà d’animo e un senso dell’onore tali da spingerlo a fare sempre il suo dovere. Un character che non si discosta molto dall’inesperto Comandante Krause del già citato Greyhound o dall’incompreso Sully dell’omonimo lungometraggio di Clint Eastwood. Tutte figure che l’attore americano trasforma in persone reali grazie a una recitazione pacata, quasi sommessa, spesso affidata alla sola espressività del suo volto. Oltretutto, il singolare mestiere di Kidd, che richiede una certa predisposizione alla messinscena, tende a valorizzare ancora di più il lavoro di Hanks. È vero che vedere il buon Tom impegnato di frequente in parti di questo tipo, porta inevitabilmente a pensare che, a volte, egli voglia concedersi ruoli di semplice routine. In realtà, però, la sua grandezza risiede proprio nel saper rappresentare l’uomo comune in ogni contesto, una qualità che lo rende una sorta di James Stewart dei nostri tempi. 

Ma se l’ottima performance dell’attore californiano non è una sorpresa, di sicuro lo è, invece, quella della giovane Helena Zengel, la quale, con estrema naturalezza, riesce a rendere tangibile lo spaesamento di una ragazzina costretta per ben due volte, nella sua breve vita, a reinventare sé stessa, per entrare in armonia con la sua “nuova” famiglia.

A dirigere i due protagonisti troviamo il britannico Paul Greengrass, che dopo essersi dedicato per anni a complotti e conflitti di ogni tipo, attraverso pellicole ansiogene e ricche di adrenalina (tanto da diventare il filmmaker ideale della saga di Jason Bourne), ha cercato nuovi stimoli in un film più intimista e rilassato, dove, comunque, non mancano alcuni passaggi più movimentati, utili, però, solo a ricordarci l’epoca turbolenta che fa da sfondo alla vicenda. La ricostruzione del Texas senza legge seguito alla fine della Guerra di Secessione è, in effetti, uno degli aspetti più riusciti della pellicola, tanto quanto l’ottima caratterizzazione dei personaggi. Tuttavia, il frequente ricorso del regista a riprese dall’alto che indugiano sugli sconfinati paesaggi dell’Ovest americano, lascia trasparire un’evidente difficoltà a saper adattare il suo stile ai ritmi più lenti del film. Forse è per questo che l’utilizzo del melodramma è piuttosto raro, a dispetto di un finale che, pur nella sua sobrietà, scalderà il cuore a più di uno spettatore.

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