Nazione: Italia
Anno: 2018
Durata: 100 min
Regia: Giancarlo Fontana, Giuseppe G. Stasi
Attori: Fabio De Luigi, Miriam Leone
Voto Filmantropo:

 

 

Claudia, giovane restauratrice, in periodo di crisi vive potendo usufruire della pensione della nonna. Quando questa viene a mancare deve pensare a come poter ovviare al brusco cambio della situazione..

 

 

Metti la nonna in freezer, la nuova commedia con protagonisti Fabio De Luigi e Miriam Leone, dal titolo può apparire come l’ennesimo prodotto demenziale costruito su un susseguirsi di battute che poco fanno ridere e molto rimpiangere i soldi spesi per il biglietto (cosa che, ci dispiace dirlo, accade abbastanza spesso negli ultimi anni). Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, registi esordienti, tirano fuori dal cilindro il coniglio che davvero non ti aspetti avvalendosi di uno stile registico decisamente ricercato e indovinato. Tentando qualcosa che non si vedeva da tempo, di manifattura italiana, la pellicola riesce a divertire senza essere mai volgare ed eccessiva con uno humour decisamente efficace, nero in qualche occasione, con un pizzico di cinismo che non stona mai nonostante il tema tutt’altro che frivolo.
Catalizzatrice dell’operazione è una divina Miriam Leone che riesce ad offrire diverse sfaccettature al personaggio interpretato, una restauratrice che vive (e da da vivere), grazie ai soldi della pensione della nonna. L’alchimia con De Luigi è evidente così come lo è vedere l’attore emiliano operare al di fuori dello schema consolidato di macchietta al quale oramai sembrava relegato. E scopriamo quindi che è a suo agio nell’interpretazione di un ruolo serio (si tenga presente che è pur sempre una commedia). Assente, altro punto di merito, il fattore “secondo tempo” che colpisce buona parte della produzione nostrana differenziando in maniera negativa l’ultima parte del film. Il ritmo rimane costante, l’interesse per lo sviluppo della storia anche. Sottofondo musicale decisamente “Tarantiniano” per la cura e la precisione nella scelta della soundtrack che varia da Pete Townsend ai The Hollies. Augurandoci che sia questa la rotta per le future commedie italiane, abbandonati i cinepanettoni e la relativa comicità becera-scatologica, il consiglio è quello di vedere questa frivola ma gradevole pellicola.

 

 

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