20° Classico Disney tratto da una storia di Tom McGowan e Tom Rowe, è il film d’animazione del 1970 diretto dal regista e disegnatore Wolfgang Reitherman, noto per essere l’ultimo progetto approvato dal fondatore Walt Disney prima che morisse nel 1966. Il film di animazione racconta di un’amabile famigliola di gatti, che vive serenamente presso la casa di una anziana aristocratica, fino a quando non viene fatta sparire dal maggiordomo di casa il quale intende così diventare l’unico erede della fortuna della ricca signora. Un gatto di nome Romeo ed altri amici animali aiuteranno gli Aristogatti a tornare a casa e cacciare il furfante maggiordomo.

Nazione: Stati Uniti d’America
Anno: 1970
Durata: 78  min
Genere: Animazione, Commedia, Avventura, Musicale
Regia:  Wolfgang Reitherman

Parigi, 1910. Madame Adelaide, una ricca, eccentrica e anziana signora, ex stella del firmamento lirico, decide di fare testamento e nomina eredi dei suoi ingenti beni i suoi quattro Aristogatti: mamma Duchessa e i cuccioli Minou, Bizet e Matisse. Madame Adelaide è rimasta sola al mondo e i quattro gatti sono i suoi affetti più grandi. A margine di questa “famiglia” c’è il maggiordomo Edgar, che sarà erede alla morte degli Aristogatti. Ma l’uomo, ansioso di mettere subito le mani sulle ricchezze della signora, decide di sbarazzarsi dei concorrenti a quattro zampe. Una notte di temporale li rapisce, ma li perde per strada durante l’incontro poco piacevole con due cani randagi. Persi per le insidiose vie di una città che non conoscono, la raffinata Duchessa e i suoi vispi cuccioli provano a tornare a casa, con l’aiuto dell’aitante Romeo, un gatto vagabondo, gigione dal cuore d’oro, incontrato per caso.

Come in altri classici il punto di vista al centro dell’intreccio è quello degli animali, che devono difendersi dalle insidie degli uomini. Avventura, quindi, e un briciolo di suspense, conditi con tanto umorismo, cuore e musica. Quest’ultima, in particolare, gioca un ruolo strategico.

Gli Aristogatti è un racconto che si focalizza sulla differenza tra l’uomo e l’animale, ma non è solo questo. E’ uno scontro-incontro tra aristocrazia e popolo e le loro culture. Si pensi ai nomi dei tre micini: Minou che ricorda Marie-Noëlle Drouet, conosciuta come Minou Drouet che fu una poetessa, musicista e attrice, Matisse, omonimo del grande pittore del XX secolo, Bizet come Georges Bizet, il compositore e musicista celebre per la Carmen e la stessa Duchessa in contrapposizione al gattaccio di strada Romeo “Er mejo del Colosseo”. Ma, il punto nevralgico di questo confronto è la musica, da quella classica e raffinata, tipica della Belle Epoque a quella più viscerale, più animosa e vibrante che è il jazz, improvvisazione di strada musicale, condita da diverse esperienze strumentali. Da questo incontro nasce qualcosa di nuovo, qualcosa che è in grado di superare le differenze sociali.

A fare da contorno ai personaggi principali, quelli secondari sono unici e esilaranti: ci sono le oche Adelina e Guendalina Bla Bla e il loro beone zio Reginaldo, con il loro accento inglese, gli amici di Romeo, gli Scat Cat, frontman della band jazz composta da vagabondi provenienti da tutto il mondo, scanzonati e liberi. E ancora i due cani che danno del filo da torcere a Edgar, il segugio Napoleone, e il bassotto Lafayette. Gli Aristogatti è un classico, che grazie ai valori che veicola, è ancora in grado di stupire e incantare le nuove generazioni, mentre per i grandi rappresenta un ottimo affresco della Parigi all’epoca della Belle Epoque e del suo fermento musicale.

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