Nazione: Stati Uniti
Anno: 2012
Durata: 142 min

Genere: Azione, fantascienza
Regia: Joss Whedon
Attori: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Tom Hiddleston, Stellan Skarsgård, Samuel L. Jackson
Voto Filmantropo:


 

 

 

Alleatosi con un misterioso e potentissimo alieno, Loki (Tom Hiddleston) arriva sulla Terra per impossessarsi del Tesseract, un artefatto antichissimo in grado di sprigionare un’energia incontrollabile. Per fronteggiare una minaccia così grande, Nick Fury (Samuel L. Jackson) decide di rendere operativo il progetto Avengers.

 

 

L’uscita di The Avengers nel 2012 ha rappresentato una sorta di punto di non ritorno per Hollywood. Si è trattato della consacrazione definitiva del genere cinecomic sul grande schermo, con incassi da capogiro (oltre un miliardo e mezzo di dollari nel mondo) e il plauso di gran parte della critica. In più, il nome della Marvel è diventato parte dell’immaginario popolare, tanto che ormai si è soliti considerarlo un marchio di fabbrica quasi quanto la Pixar, la Dreamworks o la stessa Disney. Per gli appassionati di fumetti americani, inoltre, il film ha  confermato la possibilità che, con mezzi adeguati e con il coinvolgimento delle persone giuste, si potesse ricreare sul grande schermo una delle intuizioni narrative più felici di Stan Lee e soci, la cosiddetta continuity, una sorta di interconnessione tra tutti i personaggi della Marvel, legati in un’unica grande storia comune, costituita da migliaia di piccoli e grandi capitoli. Tutti gli eroi presenti nel film, infatti, erano già stati introdotti singolarmente in pellicole precedenti, molte delle quali presentavano parecchi elementi che facevano immaginare l’intenzione dei Marvel Studios di dar vita a un vero e proprio universo cinematografico (poi, effettivamente, battezzato Marvel Cinematic Universe). Ma, aldilà di queste considerazioni, che probabilmente interesseranno solo ai supporter più sfegatati della Casa delle Idee, è bene sottolineare che i meriti del film vanno cercati altrove. Innanzitutto nel cast di altissimo livello: oltre ai sempre bravi Jeremy Renner, Stellan Skarsgård, Tom Hiddleston, e alla rivelazione Clark Gregg (già apparso nei film precedenti come agente Coulson, e, di lì a poco, assoluto protagonista della serie TV Agents of S.H.I.E.L.D.) meritano un citazione particolare, Robert Downey Jr., sempre più carismatico nei panni di Tony Stark e del suo alter-ego Iron Man, Scarlett Johansson, bravissima a riscattare la prova opaca offerta nel secondo capitolo del vendicatore di ferro, dando vita a una Vedova Nera assolutamente credibile, Chris Evans, perfetta incarnazione del ragazzone yankee intriso degli ideali dell’american dream, Mark Ruffalo che non fa per nulla rimpiangere il suo predecessore Edward Norton come Bruce Banner/Hulk, e, infine, Samuel L. Jackson, che sembra proprio essere nato per interpretare un tipo tostissimo come Nick Fury. Forse solo Chris Hemsworth non riesce a mostrare tutto il suo talento (ben visibile, al contrario, nei film di Thor o in altre pellicole slegate dal mondo dei super-eroi), ma è un difetto da attribuire più alla regia di Joss Whedon che a lui. D’altra parte, sarebbe stato utopistico pensare che in poco più di due ore il filmmaker newyorkese potesse riuscire a concedere a tutti i protagonisti lo spazio necessario a esprimersi al meglio delle loro potenzialità. Anche perché la scelta di Whedon come regista della pellicola, è stata, senza ombra di dubbio, una delle mosse più azzeccate della produzione. L’autore di Buffy e Firefly, aveva già lavorato alla Marvel come sceneggiatore di Astonishing X-Men, uno spin-off della serie ammiraglia dedicata ai mutanti di Xavier, osannata da pubblico e critica. L’abilità e la dimestichezza mostrate da Whedon nel maneggiare personaggi tanto popolari, oltre alle doti da regista evidenziate nelle serie televisive da lui ideate, devono aver convinto Kevin Feige e soci che fosse proprio lui la persona giusta per dirigere (ma anche scrivere: Whedon è co-autore della sceneggiatura assieme a Zak Penn) quello che doveva essere il film simbolo dei Marvel Studios. Il risultato sono oltre due ore di puro divertimento, con tutto quello che lo spettatore si aspetta da un film di super-eroi: tempi morti praticamente assenti, azione a non finire, umorismo e drammaticità miscelati a dovere, effetti speciali di alto livello, e, per gli appassionati delle storie a fumetti, tantissime chicche più o meno nascoste all’interno della trama del film (quanti Marvel fan non sono letteralmente saltati sulla poltrona, all’apparire del ghigno di Thanos nei titoli di coda?).

Due curiosità prima di chiudere: la prima: anche nelle storie a fumetti è Loki a determinare la formazione degli Avengers. D’altra parte all’epoca (1963) il dio degli inganni era uno dei villain più popolari della Marvel. Sarebbe passato ancora molto tempo prima di vedere comparire su carta Thanos o, addirittura, i Chitauri. Seconda curiosità: quando nel 2000 la Marvel decise di svecchiare i suoi personaggi affiancando all’universo “classico” creato da Stan Lee, Jack Kirby e altri grandi fumettisti negli anni Sessanta, storie con un taglio più moderno, ambientate in un universo parallelo (quello che venne chiamato universo “ultimate”, cioè “definitivo”), il disegnatore Bryan Hitch si ispirò per il personaggio di Nick Fury proprio a Samuel L. Jackson: che la trasposizione sul grande schermo delle gesta di Iron Man e compagnia fosse già allora più che una semplice idea?

 

 

 

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