Pierfrancesco Zalone, imprenditore fallito e scappato in Africa, a causa di una guerra è costretto ad invertire la rotta e tornare in Italia, questa volta da migrante clandestino.

Nazione: Italia
Anno: 2020
Durata: 90 min
Genere: Commedia
Regia: Checco Zalone
Attori: Checco Zalone, Souleymane Sylla, Nassor Said Birya, Manda Touré

Tre anni dopo lo straordinario successo di “Quo Vado?”, ritorna al cinema Checco Zalone, nome che nella storia dei botteghini ha sempre significato grandissimi incassi, nonché risate per gli spettatori e qualche riflessione da portare a casa.

Nonostante una formula apparentemente immutata, questa volta il comico pugliese propone una sceneggiatura decisamente più matura, tratta il tema dell’immigrazione clandestina vissuta in prima persona: l’esperienza della guerra, la perdita di ogni cosa, i campi di prigionia, un viaggio disperato in mare ed un arrivo alle coste che, se si ha la fortuna di arrivarci vivi, significa solo l’inizio di una nuova odissea, causata anche da una classe politica non sempre preparata, ed incapace di affrontare i problemi.

Una scelta coraggiosa, che avrebbe pagato se questa volta all’interno della storia lo spettatore avesse incontrato Luca Medici invece di Checco Zalone perché, Kundera perdoni la citazione, l’insostenibile leggerezza del Checco stona pesantemente con la tematica, con l’ambientazione e la sceneggiatura. 

Le risate ci sono, anche se meno del solito, alcune battute sono davvero spassose, ma il personaggio del “Cozalone” spesso risulta esageratamente fuori luogo, si passa dal riflettere sopra una risata, alla sottovalutazione completa della tematica, bollando la scena come assurda, ed è un grave peccato.

E’ un peccato perché questo è un film che trasuda umanità, il viaggio che Checco e gli altri profughi compiono non è certo una novità, probabilmente il 90% degli spettatori al cinema conosce perfettamente le fasi dell’itinerario, ma il film mette davanti agli occhi la verità: tutto è miseria umana, sullo schermo vivono una tragedia degli esseri umani identici a quelli che sgranocchiano pop corn in sala, tutti i giorni, e molto spesso le storie non sono a lieto fine.

Anche la canzone finale, apparentemente senza senso, trasmette proprio il concetto di come banalmente venga affrontato questo problema dall’opinione pubblica, proprio come fosse un concetto ovvio che non necessità di ulteriori analisi, è tutto una questione di natali, d’altronde, come afferma uno dei personaggi alla fine, “che colpa ne abbiamo noi se sono nati in Africa?”.

In conclusione, Tolo Tolo rappresenta per Luca Medici una necessità di un punto di svolta, la sua mente è brillante ed ha la capacità di cogliere e raccontare aspetti della realtà fuori della media, ma dopo cinque lungometraggi è necessario uscire dalla comfort zone, abbandonare un personaggio che non si sposa con qualsiasi storia e che, questa volta, ha sabotato un film con un potenziale estremamente più alto del risultato ottenuto.

COSA CI E’ PIACIUTO:

  • La comicità di alcuni momenti
  • La satira pungente
  • La fotografia

COSA NON CI E’ PIACIUTO:

  • Troppo Checco per questo film
  • La difficoltà a cogliere la drammaticità dei momenti
  • E’ necessario un rinnovamento

VOTO FILMANTROPO:


TRAILER:

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