Nazione: Stati Uniti
Anno: 2019
Episodi: 8
Piattaforma: Netflix
Genere: Drammatico, fantasy, horror, fantascienza, commedia, thriller
Produttori: Matt & Ross Duffer
Attori: Winona Ryder, David Harbour, Finn Wolfhard, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Natalia Dyer, Charlie Heaton ,Cara Buono, Matthew Modine, Noah Schnapp, Sadie Sink, Joe Keery
Voto Filmantropo:

Nell’estate del 1985, mentre Mike (Finn Wolfhard) e Undici (Millie Bobby Brown), incuranti del dispiacere di Hopper (David Harbour), portano avanti la loro ingenua relazione amorosa, la nuova attrattiva per gli abitanti di Hawkins è l’apertura del centro commerciale Starcourt. Nel frattempo, Dustin (Gaten Matarazzo) rientra a casa dopo essere stato in un campo estivo, e cerca di riunire il gruppo di amici, ancora ignari che il mostruoso Mind Flayer sembra aver trovato un modo di penetrare nel nostro mondo. Che c’entrino qualcosa i misteriosi esperimenti condotti da alcuni scienziati sovietici?

Per quanto la terza stagione di Stranger Things fosse uno degli eventi di Netflix di questo inizio d’estate, in molti temevano che la formula magica che aveva trasformato la serie in un cult inaspettato, potesse aver già cominciato a esaurire la sua carica. E invece, fortunatamente, i fratelli Matt e Ross Duffer capiscono per tempo di non poter ripetere all’infinito il solito schema, e riescono nell’impresa di realizzare una stagione, se possibile, anche più bella della precedente. Per fare questo, senza neanche provare a contenersi con le citazioni, trasformano lo show in un divertente guazzabuglio, dove riescono a convivere un remake quasi parodistico de L’invasione degli ultracorpi, omaggi a non finire a film del periodo, assurti, nel frattempo, a vere e proprie icone della cultura pop (Ritorno al futuro, La cosa e Terminator sono solo i più evidenti), sfacciate rivisitazioni di scene entrate di diritto nella storia del cinema (a pochi sarà sfuggita quella ripresa da Shining), e, come se questo ancora non bastasse, tante trame parallele, più o meno collegate a quanto già visto nelle stagioni precedenti, che finiscono per incastrarsi alla perfezione in un finale, di nuovo, ricco di pathos. Naturalmente, prosegue, imperterrita, anche la rievocazione nostalgica degli anni Ottanta (una delle chiavi di successo dello show), così come l’ennesima rielaborazione dei temi affrontati nella prima stagione: alle oscure trame dei servizi segreti americani, si sostituiscono quelle dei sovietici, ma la sostanza è sempre la stessa, e alle mostruose creature del “Sottosopra” è, ancora una volta, riservato il compito di accrescere la componente horror della serie.

Tutto, poi, è talmente sopra le righe, che il pubblico televisivo accetta ben volentieri di sospendere la propria incredulità per qualche ora, pur di abbandonarsi al puro divertimento, seguendo le improbabili gesta di questo team di ragazzini, teenager, casalinghe e poliziotti di provincia, destinati, per la terza volta, a salvare il mondo.

Tuttavia, la differenza che maggiormente si nota, rispetto alla prima stagione, è l’aumento dell’ironia, che, spesso, è in forte contrasto con il tono drammatico della vicenda, ma, che, nello stesso tempo, non stona quasi mai con il resto della storia: i sovietici sono, perlopiù, delle macchiette (niente a che vedere con i sinistri scienziati guidati dal perfido Matthew Modine dei primi episodi) e il ritorno di un personaggio esilarante come il paranoico Murray Bauman (interpretato dal noto comico televisivo Brett Gelman) non fa altro che accrescere ancora di più questo aspetto. A beneficiarne è, soprattutto, Joe Keery, il cui Steve Harrington evolve definitivamente in qualcosa di completamente diverso rispetto alla stagione iniziale: non c’è più traccia dell’idolo della scuola, un po’ bullo a cui eravamo abituati. In questi nuovi episodi, le ragazze non lo degnano del minimo sguardo, e quando si ritrova a lavorare in una semplice gelateria del nuovo centro commerciale cittadino, la sua popolarità svanisce del tutto. A fargli da spalla, arriva la new entry Maya Hawke (figlia d’arte di Ethan Hawke e Uma Thurman), già bravissima, sebbene sia solo al suo secondo ruolo televisivo: irresistibile nelle scaramucce iniziali con Keery, il suo personaggio si trasforma rapidamente in un action-girl, con sorprendenti sfaccettature degne di essere esplorate nelle stagioni a venire. Steve, inoltre, prosegue anche l’insolito rapporto di amicizia con il giovane Dustin, già iniziato alla fine della seconda stagione, e la “singolare” alchimia che si crea tra i due, per quanto strano possa sembrare, si dimostra una delle intuizioni più felici degli autori.

Con tutta questa carne al fuoco, a farne le spese, sorprendentemente, sono i protagonisti più giovani, lasciati un po’ sullo sfondo rispetto alle stagioni passate. A parte i primi turbamenti amorosi, le difficoltà di alcuni nell’accettare il crescente interesse verso l’altro sesso dei loro amici, o la voglia di Undici di essere una normale ragazzina della sua età, non si ricordano altri passaggi degni di nota. E, sempre restando al personaggio interpretato da Millie Bobby Brown, perfino i suoi poteri, che nei precedenti episodi erano uno degli aspetti più importanti della trama, se si escludono le scene finali, sono impiegati in maniera, tutto sommato, poco significativa. L’unico che si discosta da questo trend è il già citato Dustin: sebbene la sua presunta storia d’amore con una coetanea conosciuta al campo estivo diventi uno dei tormentoni della stagione, il suo personaggio rimane, comunque, fedelmente vicino a quello conosciuto negli episodi precedenti. Inoltre, quando nel finale comincia a intonare NeverEnding Story (celebre brano dell’omonimo film del 1984) diventa anche il protagonista (assieme a un altro personaggio che non riveliamo) di una delle scene più meravigliosamente nerd di tutti i tempi (neppure Big Bang Theory è mai arrivata a tanto), già oggetto di imitazione da parte di alcuni volti popolari dello spettacolo americano (quella, molto divertente, di Jimmy Fallon e Stephen Colbert è facilmente reperibile sul web).

Per concludere, a dispetto di quanto affermato dai fratelli Duffer stessi, che vorrebbero chiudere lo show già con la prossima stagione (ma vediamo già orde di fan inferociti, pronti a fargli cambiare idea), non è ancora giunto il momento di abbandonare gli abitanti di Hawkins. Credeteci: Stranger Things è una serie più viva che mai.

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