Nazione: Stati Uniti
Anno: 1993
Durata: 195 min
Genere: biografico, storico, drammatico
Regia: Steven Spielberg
Attori: Liam Neeson, Ben Kingsley, Ralph Fiennes, Caroline Goodall
Voto Filmantropo:


 

 

 

 

 

Cracovia 1939, poco dopo l’inizio della seconda guerra mondiale e una volta terminata l’invasione della Polonia, gli ebrei polacchi che risiedono nei dintorni della città sono obbligati a recarvisi per essere registrati e schedati. Il grande afflusso di persone induce l’imprenditore tedesco Oskar Schindler (Liam Neeson) ad approfittare del divieto imposto agli ebrei di avere attività commerciali, al fine di trovare il denaro necessario per impiantarvi un’azienda che produca pentole per l’esercito tedesco. La nuova attività che creata da Schindler non si limita solo alla produzione del bene, ma ha anche come scopo quello di salvare delle persone. 

 

 

Ispirato dal romanzo La lista di Schindler di Thomas Keneally (pubblicato in Italia da Frassinelli, anno 2018), narra la vera storia dell’industriale tedesco Oscar Schindler che nel 1938, dopo aver frequentato comandati del regime, decide di farsi assegnare alcune centinaia di persone del ghetto di Cracovia da utilizzare come operai in una fabbrica di pentole. Dopo l’iniziale disagio nel nuovo posto di lavoro, i detenuti presto capiranno che in realtà la volontà di Schindler era semplicemente quella di garantire la salvezza agli stessi. Di fronte alla persecuzione tremenda, il tedesco decide di variare quella sua prima iniziativa, in una vera e propria missione, fino a comprare e salvare le vite di quasi milleduecento ebrei che sicuramente sarebbero morti nel campo di Auschwitz. La lista di Schindler che da anche il titolo alla pellicola stessa. Un lungometraggio miliare, quasi da sembrare nel suo insieme un opera tale da fungere come una testimonianza. Spielberg utilizza il bianco e nero, in stile in documentario di repertorio, per trasmettere allo spettatore la sensazione di essere di fronte a una situazione molto forte. Tutto accompagnati da momenti di un impatto emozionale importante, come l’attacco al ghetto di Cracovia o come Auschwitz e il suo grande fumaiolo. Forte e d’impeto la scelta di utilizzare il colore solo per evidenziare tre momenti della narrazione, tra cui il noto cappotto rosso. Vincitore di 7 oscar, ma soprattutto capace di colpire il cuore alla vista.

 

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